Prete truffa la Regione Puglia per 2 milioni di euro

La questione: pinze dermatologiche costate fino a cento volte il loro valore effettivo, derrate alimentari acquistate in quantitativi sproporzionati se rapportati ai 30 pazienti ricoverati in sei anni, lavori di manutenzione ordinaria fatturati a prezzi stratosferici e artifici contabili nei bilanci 2004-2010 per giustificare costi mai sostenuti per incassare dalla Regione Puglia i relativi finanziamenti. È stimata in oltre due milioni di euro la presunta truffa che ha portato agli arresti domiciliari due amministratori della colonia hanseniana Opera Pia dell'ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti vicino Bari: il sacerdote don Mimmo Laddaga, reggente dell'ente ecclesiastico dal quale dipende l'ospedale Miulli, e Saverio Vavalle, dirigente dell'ex lebbrosario chiuso nel 2011 e costato alle casse regionali circa sette milioni di euro l'anno. Il provvedimento di arresto è firmato dal gip di Bari Giovanni Abbattista che ha accolto le richieste del pm Renato Nitti che indaga su altre otto persone tra imprenditori che hanno documentato di aver svolto lavori nell'ex lebbrosario, dipendenti della struttura e fornitori. Proprio le forniture di alimenti danno l'idea dello sperpero di danaro pubblico a fini privati. Basti pensare che in soli quattro anni, dal 2007 al 2010, per i 29 degenti sono stati acquistati circa 18.000 litri di birra, 6.100 litri di Coca Cola, oltre 1.300 di Lemonsoda e 3.800 di aranciata Fanta. Come finirà?

2 commenti:

  1. vergognoso, un uomo che dovrebbe fare dell'onestà il suo primo comandamento.

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  2. Forse voleva farsi un suo IPERMERCATO.

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